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Archivio per la categoria ‘Argomenti vari’

Cloro

13 Marzo 2007 7 commenti


Alla fine sono tornata al primo amore?
D?inverno solitamente si verifica il mio distacco dalla piscina, perché dopo un?intera estate vissuta a stretto (strettissimo direi) contatto con l?acqua (l?acqua del mio amatissimo mare e quella della piscina vicino casa) capita poi che verso ottobre smetto di frequentare la piscina comunale della mia città, e, per forza di cose, anche lo stabilimento balneare che chiude il 15 settembre.
Questo non perché le mie branchie si prosciughino?ma solo perché una massa immane di sfaccendati e assolutamente inadatti al nuoto si riversa nelle corsie nei pomeriggi in cui la piscina è aperta al pubblico, e l?idea di prendere calci da chi mi galleggia davanti o di assistere alle abluzioni di una ?signora? che va a passare il pomeriggio in vasca manco fossero le terme mi fa passare del tutto la voglia di nuotare.
La mia passione per il nuoto è immemore…non ho ricordi che non siano legati al mare.
L?ho scritto anche in un post passato, e lo dice anche il mio nickname?io sono un pesce mancato!!!
E così oggi, dopo mesi di lontananza, il richiamo dell?acqua ha avuto la meglio?
E dato che ancora non sono tornata al lavoro mi sono tuffata in corsia verso le 10.00 del mattino.
Sciaf?sciaf?respiro, bracciata, sforbiciata.
Rumori ovattati, il battito del mio cuore.
Non esiste nessuno oltre me. Sono solo io e i miei muscoli.
Che pace. Che sensazione soddisfacente.
Mi sembra quasi di sentire l?ossigeno che entra dalle mie narici, passa attraverso i miei polmoni, si diffonde nel sangue e arriva a dare energia dove serve.
In questo momento sono padrona di me.
Ma perché ho aspettato tanto per ricominciare?

La mia micetta

15 Febbraio 2007 8 commenti

Dopo nove mesi di attesa la vedo arrivare.
Piccola, rossa, miagolante come un gattino sperduto.
Per nove mesi la sua mamma è stata immobile ad aspettarla?a letto, senza potersi muovere.
E anche se nessuno lo ammetteva, avevamo tutti paura di perderla.
Gravidanza difficile?minacce di parto prematuro?troppo prematuro.
E invece eccola qui ?tra le mie braccia.
La mia nipotina.
Mi si riempiono gli occhi di lacrime mentre le carezzo una manina, minuscola.
Un miracolo, ogni bambino è un miracolo.
Mi spaventa toccarla, ho paura di farle male, ma supero le mie paure di neo-zia e la prendo in braccio.
Che pelle vellutata?che orecchie da elfo?dita incredibilmente lunghe per una bambina di un solo giorno.
La guardo, e spero.
Spero che abbia una vita felice, spero che stia sempre bene e che non conosca il dolore, spero di riuscire ad amarla tanto e a farglielo sentire ogni giorno, spero che cresca curiosa, intelligente, capace di porsi domande e coraggiosa, spero che sappia distinguere il bene dal male e scegliere ogni giorno della sua vita la strada giusta da seguire.
Spero che si innamori, e trovi l?uomo che la renda felice quanto suo zio rende felice me, spero che si circondi di persone cui voler bene e che le vogliano bene.
La guardo, e mi rendo conto di quante incognite si aprono sulla sua strada?e ho tanta paura.
E? un esserino piccolo ed indifeso?e fuori dalla pancia della mamma la vita non è poi così facile?
La stringo a me e mi rendo conto che ho il terrore di diventare madre, e se mai riuscirò a prendere questa decisione.
Penso con quale ansia vivrò la gravidanza, la nascita e la vita dei miei figli.
Sarò in grado di fare lo splendido lavoro che ha fatto mia madre?
Riuscirò ad essere corretta, affettuosa, saggia, presente, intelligente, dura quando necessario ma anche dolce e comunicativa, e riuscirò a farmi da parte al momento giusto?
Riuscirò ad insegnargli cosa è la vita, come affrontarla senza farsene travolgere e come mettere in pratica le mille potenzialità che ognuno ha?
Riuscirò a fargli capire che ogni essere vivente è speciale e come tale va rispettato?
Riuscirò ad amarlo o amarla come merita?

Non lo so, credo che essere genitori sia il lavoro più difficile che esista.
Intanto io comincio a fare pratica come zia?e spero che almeno questo mi riesca bene.

Psicopatica repressa

28 Dicembre 2006 15 commenti


Per la prima volta in vita mia ho passato un Natale come avevo sempre desiderato?
Per anni da piccola ho sofferto l?atmosfera natalizia, rattristandomi vedendo le famiglie numerose riunite attorno alle grandi tavolate con nonni, cugini, zii e zie?mentre io mi trovavo sola con la mia mamma e mia sorella.
Il desiderio di famiglia mia ha sempre dato una stretta allo stomaco per Natale.
Ma quest?anno finalmente le cose hanno preso una piega diversa.
Ho passato il Natale con il mio lui, la sua famiglia e la mia mamma. E? stato bellissimo, mi sono sentita parte di una grande famiglia, di una famiglia vera, dove ci si vuole bene sul serio.
Non ci siamo neanche scambiati regali, perché l?unico vero grande piacere era stare insieme.
Ho giocato col mio splendido nipotino, ho riso, chiacchierato, sparecchiato la tavola con mia cognata?e sono tornata a casa mia la sera con un senso di felicità diffusa?con una calore dentro che mi ha fatto stare davvero bene.
E finalmente ho avuto la sensazione di aver regalato alla mia mamma qualcosa che anche a lei mancava?certo, non sarà stato come passare il Natale con mio padre, ma almeno non siamo state sole, e abbiamo vinto, una volta tanto, la tristezza.
L?ho fatta sentire parte della mia nuova famiglia, e credo che per lei sia stato bello.

Questo è uno dei tanti motivi per cui amo il mio lui.
Vuole bene a mia madre, e la rispetta.
Mia madre ha fatto cose impossibili per me e mia sorella, ha veramente dedicato la vita a noi due, ed io non avrei mai potuto accettare nella mia vita un uomo che non andasse d?accordo con lei.
E invece lui è così, come avevo sempre sperato.
E? affettuoso, e mi fa ridere, tanto.
Mi fa sentire protetta, e amata.
Mi dona ogni giorno un senso di sicurezza di cui avevo uno smisurato bisogno, e crea in me l?istintivo desiderio di prendermi cura di lui, di farlo sentire ?a casa?.
Siamo complici, siamo amici, siamo amanti.
Parliamo per ore, di ogni cosa.
Con lui non devo bleffare, perché posso raccontargli tutto; non devo mai fingere, perché tanto se ne accorge.
Sa esserci quando ce n?è bisogno, e sa lasciarmi in pace quando ho bisogno di solitudine.
So che sembra troppo perfetto per essere vero, ma anche lui ha i suoi difetti?solo che rispetto al resto sono solo dettagli.
E? la risposta alle mie preghiere.
E? questa è la ragione per cui io, psicopatica repressa, ho una paura del diavolo.
La vita mi ha dato tante di quelle batoste che in questo momento io sto qui ad aspettare la prossima?perché è strano che vada tutto così bene?
Mi è difficile credere che la sfiga si sia dimenticata di me, siamo state odiate vicine così a lungo?
Insomma, vivo col terrore che tutto svanisca.
Ho una paura fottuta che la storia si ripeta, e che anche il mio lui svanisca per lasciare in me un enorme vuoto inconsolabile, come è successo con la morte di mio padre.
Mi addormento ogni notte pregando che il domani sia come ieri, e mi sveglio col terrore che il nuovo giorni porti cambiamenti irreversibili.
Ma si può campare così?
Ci si può avvelenare la vita a questo modo??
Aiuto!!!

Ai tempi del liceo…

22 Dicembre 2006 2 commenti


Ai tempi del liceo ho legato con tre ragazze, tra loro già amiche dai tempi delle medie, e pian piano mi sono inserita nel loro terzetto?finchè non siamo diventate un quartetto.
Ormai sono 15 anni che ci conosciamo. Fa un po? paura a dirlo così?15 anni?sono tantissimi!
Ne abbiamo passate tante insieme?i primi amori, le prime gelosie, l?adolescenza e gli scontri con i genitori?le uscite di nascosto, i viaggi, gli esami di maturità?e poi la laurea, ognuna con una strada diversa.
Ma fortunatamente non ci siamo mai perse.
Finchè studiavamo eravamo sempre vicine, magari solo con una telefonata, ma sempre in contatto.
Ora che lavoriamo è un po? diverso?abbiamo tutte orari diversi, impegni più o meno pressanti, e qualcuna anche il fidanzato che assorbe molte attenzioni?così adesso è diventato un po? più difficile riuscire vedersi.
Siamo cresciute insieme, e mi rendo conto che è doloroso sentire come a volte la vita ci divide?certo, è naturale, l?esistenza di ognuna di noi prende direzioni diverse, ed anche se abitiamo tutte nel raggio di neanche 1 km sembra non è proprio facile riuscire a trovarsi tutte e quattro insieme.
Però quando capita?quando riusciamo a vederci è bellissimo.
L?altra sera mi sono imposta?ho cucinato per loro una bella cenetta, con tanto di dolce fatto in casa e le ho invitate.
Non hanno potuto dire di no?sono golose come me!
E? stato veramente splendido.
Un salto nel passato.
Siamo tutte regredite ai tempi del liceo?risate senza fine e tanti aneddoti comuni.
Siamo cambiate, lo so, adesso siamo un po? diverse da quando avevamo tredici anni e sfidavamo il mondo spavalde mentre allo steso tempo avevamo paura della nostra ombra?
Siamo quasi donne, ma quando siamo insieme torniamo ragazzine sognatrici, spensierate e allegre.
Siamo insieme, e spero lo saremo sempre.
Per me loro sono parte della famiglia, sono molto più importanti nella mia vita di alcuni cugini che magari neanche vedo da anni?
In fondo i parenti non te li scegli, gli amici si.
E te li scegli per la vita, credo.

Cielo stellato

18 Dicembre 2006 7 commenti


Le otto di sera, ed è già buio pesto.
Questa è una delle poche cose che odio dell?inverno?la scarsezza di ore di luce solare mi mette tristezza.
Dicevo, buio. Mi trovo a circa 900 metri di altezza sul mare.
Sono in una località montana nei dintorni della mia città.
E? un giorno feriale, quindi non c?è nessuno in giro.
Neanche una macchina, silenzio totale.
Qualche uccello, e purtroppo non ne so riconoscere la specie, fa sentire il suo richiamo.
Fa freddo, ma è un bel freddo?pungente, vitale, allegro.
E ad un certo punto alzo gli occhi al cielo, in maniera distratta, senza cercare nulla di preciso.
?..e allora scopro uno spettacolo senza uguali.
Un cielo stellato di proporzioni immani.
Milioni di stelle, piccole, grandi, più o meno luminose, alcune gialline, alcune azzurrognole, alcune rossastre. Tutte pulsanti di vita.
?sembrava che mi stessero a guardare.
E io lì, a bocca aperta come una sciocca.
Non riuscivo a dire una parola, quello spettacolo mi aveva tolto il fiato.
Splendido, indescrivibile. Unico.
Universi lontani, luci che viaggiano per distanze inimmaginabili, elementi di epoche primordiali.
Eppure semplicemente un cielo stellato.
Resto lì imbambolata?non riesco a smettere di guardare.
Non sento più freddo e neanche il torcicollo.
E pensare che mi perdo questa meraviglia ogni giorno?.

Già?perchè in realtà questo spettacolo unico non è…dato che si ripete immutato da milioni di anni.

Solo che io avevo dimenticato quanto potesse essere bello tutto questo.
Vivendo in città avevo scordato che emozione può darti una cosa semplice, scontata e naturale come un cielo stellato.
Le luce dei lampioni per me è la quotidianità.
La quotidianità dietro cui si nascondono tante cose bellissime.
Mi sono resa conto quanto sia sbagliato dare per scontato qualcosa?
Io ho alzato gli occhi al cielo senza pensare, e mi sono ritrovata immobilizzata da uno spettacolo che mi ha tolto il fiato.
Non me lo aspettavo, ma la natura mi ha regalato un?emozione bellissima, un brivido ancestrale che ancora fatica ad andare via.

SCELTE

7 Dicembre 2006 8 commenti


Stamattina sono passata dal comune a fissare la data?.
Finalmente è tutto deciso!!!
?bè, tutto?.ancora ci sono i fiori da ordinare, il fotografo da accalappiare, le partecipazioni ed i confetti da scegliere senza litigare, la lista da definire, il viaggio di nozze (ovvero la parte più bella di tutto!!!) da prenotare, ed i tavoli del trattenimento da definire, cercando di mettere insieme le persone senza creare incidenti diplomatici.
E mano male che il ristorante l?abbiamo già scelto!! Un problema in meno.
In pratica a me sembrava di essere già a buon punto?ma in realtà mi rendo conto che ci sono miliardi di cose ancora da fare?meno male che ho sei mesi di tempo per farmi venire l?esaurimento nervoso!!!
Dicevo?stamattina ho fissato data e luogo.
Speriamo di riuscire a organizzare la cerimonia sotto un mastodontico ficus della villa in cui si celebrano abitualmente i matrimoni civili.
E poi stiamo facendo in modo che il celebrante sia l?amico comune che ci ha fatti conoscere.
Meglio di così, che si potrebbe volere?
?..
?..
Lo so, lo so?sicuramente molti penseranno che il matrimonio celebrato in chiesa e da un prete è tutta un?altra cosa.
Non metto in dubbio le convinzioni altrui e non giudico, ma io la penso in un?altra maniera.
Anzi, entrambi la pensiamo in maniera diversa.
Non è che io non creda in Dio, ci credo eccome, è negli uomini che se ne fanno strumento che non credo poi molto?.in fondo sono uomini come noi, ed in quanto tali fallaci.
Purtroppo nella mia vita non ho conosciuto dei gran preti?
Cominciamo dal primo?
1) il giorno prima della mia comunione?provo le letture sull?altare. Vuoi l?emozione?vuoi che ero piccola?sbaglio la lettura, mi impappino. E come niente mi arriva una sberla sulla nuca che mi fa volare giù dall?altare. Era stato il mio prete, che non accettava errori. E pensare che proprio lui al battesimo di mia cugina si era presentato ubriaco?
E continuiamo con secondo?.
2) Mia sorella sta male?è in ospedale. Attende il risultato di una biopsia col terrore nel cuore. Ha appena 22 anni, e nel letto di ospedale non ne dimostra più di 15. Passa il prete dalla corsia. Le si avvicina. Le chiede come sta. E dopo essersi accertato del motivo del suo ricovero le dice che deve accettare la punizione che Dio le manda, perché evidentemente se l?è meritata. Io evito di picchiarlo davanti a tutti, ma il mio sguardo trasuda odio. E dire che non avrà più di trent?anni?
Per concludere col terzo?
3)Accompagno mia cognata in chiesa per gli incontri col prete prima di battezzare il mio magnifico, splendido nipotino. Mia cognata si è sposata col rito civile. Appena il prete ne viene a conoscenza le dice che suo figlio è nato nel peccato, che è (testuali parole) ?una pianticella marcia?. Le dice che non dovrebbe neanche battezzarlo, fintantoché il papà e la mamma non regolarizzano la loro unione in chiesa. Ma siccome è buono e spera nel loro ravvedimento, concederà il battesimo. ?Concederà?. Proprio così.

Ora forse sarà più chiara la mia scelta.
Io credo in Dio, ed ho una rapporto molto personale con ?Lui?.
Ma gli uomini sono solo uomini, e mi hanno dato motivo di dubitare a volte della loro rettitudine.
Sarò forse troppo rigida, e sono sicura che ci sono anche preti splendidi al mondo.
Ma io preferisco che sia il nostro amico a unirci in matrimonio.

UN PO’ PER CASO

27 Novembre 2006 14 commenti


Oggi era iniziato così?solo per scherzo.
-?Mamma che dici, andiamo a fare un giro per negozi?così, per iniziare a dare un?occhiata??
-?Si, bè?c?è ancora tempo, ma se cominciamo a guardarci in giro male non fa??
In fondo, a chiunque chiedi, ti dice che per trovare il vestito giusto per le tue nozze ci vogliono minimo minimo sei mesi.
Proprio così.
Il vestito delle mie nozze.
Ah?che ansia! Il desiderio diventa realtà?l?ipotesi, il pensiero, si concretizza.
E? vero.
Mi sposo.
Anzi, io e il mio lui convoliamo a giuste nozze.
Ci vogliono ancora sei mesi, ma il mio cuore va già all?impazzata al solo pensiero.
Comunque, torniamo alla ricerca del vestito.
Come sempre, in vista di una ricerca lunga e sofferta, si pone il problema del punto di partenza: da dove cominciare?
Ovvio no??? Dal negozio più vicino a casa!!!…tanto è solo così, per curiosare!
Entro, mi rivolgo alla signora.
Le spiego come stanno le cose, ovvero che mi sposerò in comune, quindi niente abito stile meringa.
La signora rimane visibilmente delusa.
-?Bè, comunque l?abito bianco lo può mettere anche in comune??
Se lo metterà lei l?abito da bomboniera, io cerco qualcosa di semplice, elegante e di classe, chiaro ma non bianco.
Cerco di farle capire l?antifona?a difficoltà inghiotte il rospo. Ma non ce la fa fino in fondo, e alla fine sbotta: – ? Chi dei due sposa in seconde nozze??
Al che strabuzzo gli occhi?.come in seconde nozze?????
Ma siamo ancora così arretrati da supporre che o ti sposi in chiesa o sei un povero sfigato che ha già fallito il primo tentativo di vita coniugale?
Perché, è così assurdo anche solo supporre che ci si voglia, responsabilmente e per libera scelta, sposare in comune?
Cos?è, un matrimonio di serie B? (spiegherò magari in un altro post la scelta del comune?la storia è lunga?)
Comunque, faccio finta che la gentile (e per nulla diplomatica) commessa non abbia detto nulla, e continuo a guardarmi in giro.
Scelgo alcuni abiti, un paio da cerimonia ed un paio del reparto sposa, ma leggermente colorati.
Comincio a provare, ma il primo non me lo sento addosso, anche se forse potrebbe essere carino?,il secondo fa troppo quadro antico, il terzo sembra uscito da una festa di paese?e poi?LUI.
Eccolo lì, cade a pennello.
Non sono mai stata uno stecchetto, ma con questo vestito sembra che io abbia un vitino da vespa.
Scollatura perfetta, si vedono gli effetti del nuoto.
Colore chiaro, luminoso, che si accorda col castano dei miei capelli.
Gonna morbida, un po? Grace Kelly.
Insomma, amore a prima vista. Quasi quasi mi scende la lacrimuccia.
Guardo la mamma, e anche lei ha lo stesso sorrisino sul viso.
Cerco di scacciare il pensiero triste che mi si insinua nel cuore?andrò incontro al mio futuro marito con questo bellissimo abito?senza che mio padre sia al mio fianco.
Butto giù il nodo in gola che mi è appena salito, cerco di focalizzare la mia attenzione su un pensiero felice.
E? lui.
L?ho trovato.
Possibile? Posso fermarmi al primo negozio?
E se poi lasciassi perdere, ma non ne trovassi uno ugualmente perfetto?
Che fare?
L?insicurezza, il dubbio mi attanaglia.
Sto lì?a dubitare.
Poi all?improvviso la certezza.
Anche il mio lui l?ho trovato all?improvviso, e ho saputo subito immediatamente che era la mia perfetta metà.
Per la seconda volta nella vita riconosco una cosa che mi appartiene all?istante?sarà lui l?abito che mi accompagnerà il giorno fatidico.
Con la speranza che qualcuno da lassù riesca a scorgere la mia espressione felice, tra le lacrime.

Pronto soccorso vicini molesti

20 Novembre 2006 7 commenti


Credo di essere sempre stata una persona tollerante?ma a tutto c?è un limite.
Ho sempre usato la cortesia ed il sorriso con tutti i condomini del mio palazzo?tengo la porta aperta a chi sta per entrare?offro il mio aiuto se qualche persona un po? avanti con gli anni ne ha bisogno.
Ma a tutto c?è un limite, come dicevo.
Per i primi 30 anni della mia vita ho abitato nello stesso palazzo, quello che mi ha visto nascere.
Quindi conosco tutti gli inquilini, e loro conoscono me da quando scorazzavo col pannolino giù per le scale.
Ottimi rapporti, da sempre.
Ma da febbraio di quest?anno ho cambiato casa, mi sono trasferita col mio fidanzato in un piccolo residence di quattro palazzine, ognuna di 3 piani.
Un?oasi di pace?lontano dal rumore del traffico che invece a casa della mia mamma cominciava ad essere fastidioso.
Bene, nonostante non avrei mai voluto abitare al pian terreno questo è proprio quello che mi capita!!! ?ma niente paure fifona, c?è tanto di muro di cinta e di cancello di ingresso!!
E poi finalmente, con grande gioia del mio lui, così riusciamo ad avere il nostro bel giardinetto, tanto che spendiamo una fortuna in piante. Che soddisfazione!!!
Tutto fila liscio?per il primo mese.
Ormai sono arrivata al nono ed ho l?esaurimento.
Causa?
Gli inquilini del primo piano.
Un vero incubo.
Anzi no?gli incubi al mattino svaniscono, questi qui ce li ritroviamo ogni giorno sopra la capoccia.
Breve riepilogo delle loro malefatte:
1. il bel giardinetto è stato ben presto sommerso da una colata di cenere a mozziconi di sigaretta che neanche l?etna sarebbe capace di eruttare in tali quantità. Ed è stato inutile fare notare, con cartelli e cortesi richieste, che non è piacevole spalare cenere ogni giorno.
2. il loro simpatico cane sbraita ad ogni ora del giorno e della notte per chiunque si avvicini, per ogni macchina o moto che posteggia negli spazi condominiali, per ogni minimo rumore insomma, ed ha le unghie così lunghe che lo sentiamo zampettare casa casa neanche fosse Fred Astaire.
3. litigano come folli appena liberati dal manicomio?urla e strepiti da Guinnes dei primati, con un repertorio di insulti che mi sta facendo veramente ricredere sulla quantità di epiteti esistenti e umanamente conoscibili. Litigate che durano ore e che è letteralmente impossibile ignorare.
4. lui lavora il tufo?e già per due volte ha fatto cadere i suoi ?lavori? (ovvero dei balatoni del peso di un paio di chilate) dal primo piano sul mio terrazzino, tutto ciò senza né chiedere scusa né tantomeno riprendersi le macerie!!! E senza contare che quei massi avrebbero potuto letteralmente uccidere me o il mio fidanzato.
5. lui ha il posto macchina accanto il nostro?e non lascia mai la macchina ben posteggiata, costringendoci a manovre folli pur di non prendere in pieno il muretto.
6. dulcis in fundo?hanno il buon gusto di tenere lo stereo a volumi inumani, soprattutto la domenica pomeriggio alle 15.00, e qualche volta anche il sabato mattina alle 8.30. E lui martella anche la domenica mattina, verso le 8.00.

Posto che non ho nessuna voglia di andare in galera per omicidio pur di liberarmi di loro, come si può arginare questo delirio di follia?
Devo rimanere in questa caso almeno un altro anno?..!!!!!!!!!
E non ditemi di provarci con le buone maniere? già fatto. Tutto inutile.
Aiuto!!!!!!!
Datemi un consiglio!!!!!!!!!!!

INVIDIA

8 Novembre 2006 4 commenti


Oggi per lavoro ho incontrato una persona?e fin qui niente di speciale.
Era una giornata bellissima, e anche l?ambiente di lavoro di questa persona era molto bello.
Ho parlato con lui, per proporgli un progetto.
All?inizio era molto scettico, poi pian piano ha capito l?obiettivo che il progetto si prefigge, e si è sciolto un po?.
Da lì una valanga?un fiume in piena, anzi un vulcano.
Questa persona ha iniziato a parlare del suo lavoro, e dei progetti che ha, con una tale passione, una tale foga e trasporto, che sono rimasta a bocca aperta.
E l?ho invidiato.
L?ho invidiato da morire.
Per che lui era lì, a fare il lavoro che probabilmente ha sempre sognato.
Perché lui si sveglia ogni mattina felice di dedicarsi alle attività per cui viene pagato.
Perché a lui sicuramente non pesano né le responsabilità che ha, né le scocciature che anche lui sicuramente incontrerà ogni giorno.
E ho desiderato anch?io provare questa sensazione di appagamento.

Poi mi sono fermata a riflettere.
Perché anch?io non provo le stesse cose?
Perché non ho la stessa passione?
A dire il vero non perché non mi piace ciò che faccio, ma credo che la ragione stia nel fatto che il mio lavoro è un punto interrogativo?oggi c?è, ma già il mese prossimo potrebbe non esserci più.
Il fatto di convivere ogni giorno con la paura della disoccupazione azzera ogni mio slancio passionale.
L?insicurezza che si è ormai radicata in me non mi permette di affezionarmi per davvero a quello che faccio, perché ho paura di perderlo.
E allora mantengo un atteggiamento quasi di distacco, per paura di starci male.
Ma è normale vivere così a 30 anni? Essere così disillusi?
Dopo 5 anni di lavoro, si può convivere con queste sensazioni destabilizzanti?

Non servirà a molto, ma ho individuato la fonte della mia invidia, che tra l?altro è un sentimento che non mi piace affatto.
Vorrei solo essere felice per i traguardi degli altri, e non dispiacermi per quelli che io ho mancato.

Come in ogni cosa, a tutto c?è una spiegazione razionale, anche se in questo caso quella che ho trovato non mi piace affatto.

30? e un dubbio.

30 Ottobre 2006 4 commenti


Ho raggiunto il traguardo dei trenta.
Pensavo che sarebbe cambiato tutto?e invece?nulla.
Sono sempre io.
La stessa scemotta ingenua.
Una sola grande novità: ho trovato l?uomo della mia vita.
Ormai sono 8 mesi di convivenza. Non posso neanche crederci?non abbiamo mai veramente litigato!
Svegliarmi con lui è una delle cose più belle che avrei mai potuto immaginare.
Addormentarmi sentendo il suo profumo è una garanzia di una notte tranquilla e serena.
Lo guardo è so che è mio, che mi completa.
Lo guardo, e spero che riesca davvero a sopportarmi per sempre, e che sia lui il mio futuro.
Stabilità affettiva, non osavo sperare tanto.
E anche l?ipotesi di una famiglia vera, normale?quasi un traguardo insperato.
E ovviamente l?orologio biologico ticchetta?
Tutti intorno a me (amiche, mamma, sorella, suocera?) pensano che ormai ho trent?anni?e perché non mettere al mondo un bel pargolo?
Ma cosa credono tutti quanti? Che io non senta l?inesorabile ticchettio?
Ma certo!!
Solo che la paura prevale sul desiderio di maternità.
Paura di cosa?
Paura di rompere quel meraviglioso equilibrio di coppia che abbiamo creato, paura di non avere più momenti di intimità?paura che la mancanza di sonno possa renderci entrambi intrattabili, e soprattutto paura che il mio essere mamma possa annullare il mio essere compagna complice nei suoi confronti.
Si può subire uno sdoppiamento in questo caso?
E? possibile mantenere la magica atmosfera della coppietta felice pur essendo in tre?
Lascio ai posteri l?ardua sentenza.
Sperando che davvero esista una risposta!