Eccomi qui, sparita per tanto tempo
Ritorno, dopo che mi siete tanto mancati, e dopo che mi è ovviamente mancata la mia naturale valvola di sfogo.
E stata una fase, un momento, un bisogno di non svelarmi, neanche a me stessa.
Mettere tutto nero su bianco a volte fa paura.
La vita sentimentale procede benissimo, il mio lui è davvero dolcissimotre mesi e mai una litigata!! Che record! e del mio ex fortunatamente neanche più lombra
Non è infatti dai racconti su di lui che sono sfuggita, ma da quello che mi succedeva dal punto di vista lavorativo.
Da quasi un mese ho di nuovo un lavoro, e ne sono abbastanza felice, adesso.
Ho aggiunto l’abbastanza e l’adesso perché non è stato facile abituarmi.
Ho cambiato settore (non più quello dove avevo maturato 3 anni di esperienza, ma uno totalmente nuovo e sconosciuto) e ho cambiato responsabile (non più la mia capa specialissima e impareggiabile, ma un tipo nuovo, umorale, fumoso e spesso noiosissimo).
Lo so, i cambiamenti sono un passo quasi obbligato, e pochissime persone gradiscono il proprio superiorema quello che non mi va giù è il motivo per cui ho dovuto cambiare settore.
Ero brava nel mio lavoro.
Ma poi è arrivata lei, una fanciullina sculettante che viene in ufficio con i pantaloni a pube alto e le lunghe ciglia spalmate di rimmel che va in…”trasferta” con il suo nuovo responsabile, nonostante potrebbe essere suo padre.
E il mio superiore mi ha detto di non prendere il mio trasferimento ad altre mansioni per un declassamento, ma anzi quasi come una promozione, nel senso che sono stata trasferita perché mi reputano talmente versatile da poter lavorare in qualsiasi settore.
Chissà come mai ma il pensiero di essere considerata versatile non mi rende particolarmente felice, e ogni volta che vedo quella specie di velina che fa il mio ex lavoro, che si occupa delle mie ex pratiche, mi vengono su certi nervi!!!!
Ogni tanto ( so che non ha senso ma capita) penso che il mio essere così concentrata quando lavoro in fondo non è un gran vantaggio,forse dovrei imparare anch’io a prendere più caffè e chiacchierare amabilmente davanti la macchinetta sbattendo le cigliaforse dovrei anchio esercitarmi in quelle stupide risatine da ochetta e vestirmi come se stessi per andare in discoteca…
Forse la dovrei smettere di essere efficiente e fare più la svampita.
O forse, a dire il vero, dovrei essere felice che comunque mi hanno affidato un nuovo lavoro perché comunque sanno che io saprò portarlo avanti.
Alla faccia delle ochette.
Eccomi qui, più confusa che mai.
Non ho le idee chiare, e non so cosa potrebbe chiarirmele.
Lo so, forse esagero ad usare questo blog come cassa di risonanza dei miei problemi e delle mie paranoie?ma non riesco a scrivere del più e del meno quando ho un problema che mi frulla in testa!
Dovrei forse renderlo più impersonale?cercare degli spunti di confronto che spingano chi mi legge a pensare?a discutere, ma non posso, ho bisogno delle vostre parole, dei vostri pensieri per farmi chiarezza.
Se dovessi partire dalle origini dovrei dire che sicuramente il mio rapporto con l?universo maschile non potrà mai essere normale, perché la mancanza di mio padre nella mia vita ha innegabilmente segnato e condizionato tutti i miei possibili rapporti con l?altro sesso.
Non essere cresciuta con un uomo accanto mi ha reso credo diversa, forse meno sicura di ciò che voglio da un uomo, dato che un esempio accanto non l?ho mai avuto.
Bene, il mio dilemma è che non so cosa voglio.
Ho avuto una storia importante nella mia vita, difficile ma bellissima, straziante in certi momenti ed esaltante in altri. Per noi c?erano solo alti e bassi, anzi altissimi e bassissimi.
Niente di calmo, ma solo emozioni forti, nel bene e nel male. O ci amavamo alla follia o litigavamo fino a sfinirci. Urla e abbracci, lacrime e sorrisi, tutto mescolato, tutto frenetico.
Amore e odio.
E dire che io sono una persona normale. Ho un carattere calmo, e sono una persona serena, o almeno vorrei.
Proprio il mio desiderio di serenità mi ha spinto a dire basta. Se continuavo con lui avrei forse avuto ancora dei grandi momenti di felicità, ma anche un esaurimento fisico e mentale.
Eppure lo amavo, tanto. Tantissimo. Ma non ce la facevo più. Troppo dolore, troppo sfinimento.
E ora lui.
Calmo, tranquillo, affettuoso.
Stiamo insieme da due mesi e non abbiamo mai litigato. Mai.
Parliamo, scherziamo. Ama leggere come me, e disegnare.
Mi ama, anche se non si lascia mai andare troppo.
Siamo tranquilli, e felici. Ci guardiamo negli occhi e ci escono i cuoricini?tipo cartone animato!
Il problema è che per me la felicità era una cosa diversa?per me la felicità era quell?attimo emozionante dopo la paura di litigare?la felicità era trovarlo di nuovo mio dopo aver avuto paura di perderlo. Emozioni forti, dolorose, estreme.
E adesso?
Adesso ci sono emozioni calme per me.
Ci possono essere emozioni calme???
E? questo che mi chiedo?cosa sto vivendo? Cosa è giusto, cosa è sano? La mia è vera felicità? Posso dirmi davvero innamorata adesso, così, anche se non sto male?
E? assurdo lo so, ma nella mia strana esperienza amore e dolore erano indissolubilmente legati, e ora che vivo l?uno senza l?altro mi chiedo cosa ho vissuto allora e cosa vivo adesso.
Lo so, lo so?mi complico la vita.
E? che l?altro è tornato alla carica, dice che sono la donna della sua vita, e che siamo indissolubilmente legati l?uno all?altra. Dice che sono la madre dei suoi figli.
Dice che quello che proviamo non potrà mai essere uguale con nessun altro.
Ed è vero.
Ma forse non è un male.
Forse ogni storia è diversa.
Si può amare in maniere diverse? Può esserci un amore sano e ?tranquillo? ed un amore trascinante ma malato?
O la tranquillità non ha nulla a che fare con l?amore?
L?amore, in quanto passione, comporta solo grandi emozioni?
Non so se esiste una risposta.
Oggi pomeriggio, in un momento di depressione, mi è venuto all?improvviso il desiderio inarrestabile di andare da mio padre. Non so perché, non credo molto alle visite ai cimiteri?io con mio padre parlo sempre, da qualsiasi posto mi trovi, perché credo mi senta ovunque.
Ma oggi sentivo forte questo bisogno.
Peccato che i cimiteri siano chiusi il pomeriggio.
Non so perché, ma voglio andare a raccontargli tutto quello che mi sta accadendo.
Voglio raccontargli del mio amore, voglio dirgli che sono felice con lui, ma anche spaventata.
Voglio dirgli che sto provando a crescere, e che faccio la brava.
Voglio sentirlo vicino.
Vorrei tanto che mi dicesse qualcosa.
Sono confusa, e ho anche un po? paura.
Troppi cambiamenti, troppe incognite.
Non so se sto sbagliando direzione, non so che fare.
Lui lo saprebbe.
Ne sono sicura.
Domattina vado da lui, spero mi aiuti a sentirmi meglio.
Anche se so già che non mi mancherà di meno.

La finestra è aperta, ed entra un odore unico?odore di estate, di fiori, l?odore di una notte serena e stellata.
Io sono qui, a scrivere.
Non ho gran chè da dire, o meglio, non riesco, perché non so.
Non ho i pensieri ben chiari.
Non so neanche io cos?è che mi rende così inquieta.
Sarà che da una settimana sono a casa senza lavoro, e l?inattività non fa per me.
Sarà che stando qui ferma la mia testa frulla, e non la smetto di pensare.
Non sono mai stata una persona paziente, e ora l?attesa mi uccide.
Sono qui, che aspetto che mi dicano se avrò quel lavoro che tanto voglio, e ogni attimo dura un?eternità. Mi ammazzo di fatica per non pensare?vado a correre, vado in piscina, studio, metto a posto casa e faccio la spesa (mia madre pensa che sia impazzita?), ma non funziona, i minuti non passano più velocemente.
Sono qui in attesa, e sto impazzendo.
Mi sento come pronta a scattare?a volare verso qualcosa di bello e importante, ma sono frenata.
Vorrei pregare qualcuno di darmela questa possibilità di essere felice.
Voglio solo cominciare ad avere qualcosa di solido e sicuro, per costruirmi una vita, per cominciare a fare progetti.
Ho sgobbato sodo in vita mia, e di momenti brutti ne ho passati.
Ho saltato a piè pari l?infanzia, sono cresciuta in fretta, e adesso eccomi qui?voglio fare finalmente la persona adulta, voglio prendermi le mie responsabilità.
Ma se resto a vivere con mamma come posso? E soprattutto, se non mi danno questo dannato lavoro per cui sarei perfetta come faccio ad andarmene via da casa?????
Non che non mi spaventi l?idea di andarmene?di fare tutto da sola e allontanarmi dal mio amato nido?ma devo farlo prima o poi! Devo mettermi alla prova, e dimostrare a me stessa che sulle mie sole gambe mi reggo benissimo.
Non pensavo sarebbe stato tanto emozionante.
In fondo non è certo il primo matrimonio di amici a cui prendo parte?ma stavolta mi sono decisamente lasciata coinvolgere.
Sarà che sono innamorata, quindi vedo tutto sotto una diversa prospettiva, ma vederli mentre si guardavano negli occhi?emozionati, felici, e vedere quel sorriso dolcissimo sul volto della sposa?mentre allo stesso tempo piangeva e rideva?e tutti gli amici, intorno a loro, con l?emozione negli occhi di ognuno, e quella stanza che traboccava di vibrazioni positive.
E? stato un matrimonio allegro, colorato, festoso.
Un matrimonio pieno di amici, di gente che si vuole bene.
Una festa per davvero, proprio come dovrebbe sempre essere.
E ovviamente, innegabilmente, non ho potuto non pensare a quello che ipoteticamente un giorno sarà il mio di matrimonio.
Come sarà? Come sarò io?
Sarò terrorizzata? Felice? Incosciente? E che persona avrò accanto? Riuscirò a fare la scelta giusta?
Purtroppo non ho avuto la felicità di vivere con due genitori con un matrimonio normale?quindi non so cosa sia una famiglia con un padre e una madre che vivono insieme per l?intera vita, giorno per giorno.
Sono cresciuta senza papà, e di conseguenza non ho idea di cosa sia la vita coniugale.
Non so cosa sia il matrimonio, non so cosa può diventare dopo tanti anni di convivenza?e tutto questo un po? mi spaventa.
So che ci vuole tanto amore, e che bisogna saper scendere a compromessi?e che prima o poi l?innamoramento cambia faccia, e diventa affetto, stima, complicità, rispetto?ma quanto sarà difficile ottenere tutto questo?
Quanta bravura ci vorrà a non farsi trascinare dalle ordinarie difficoltà della vita e allontanarsi dal cammino di una vita felice?
Riuscirò a essere sempre me stessa e al contempo a fondermi con l?uomo che ho scelto per la vità?
Riuscirò a creare quella famiglia serena che tanto a me è mancata?
Domande difficili, a cui credo nessuno sappia dare risposta.
Forse l?unica soluzione è vivere, con un po? di incoscienza e tanto coraggio, ma con la convinzione che l?amore aiuta a superare ogni ostacolo.
E come si dice dalle mie parti??come viene si cunta??ovvero ?chi vivrà vedrà?.

Cerco di non pensarci, ma non è facile.
Gli ultimi otto giorni qui?che tristezza.
La mia stanza, il mio ufficio, le persone che in tre anni ho imparato a conoscere.
Il lavoro che per tanto tempo ho svolto con amore, con interesse e anche allegria.
La stessa strada che ho fatto ogni mattina, per tanto tempo?
Tutto diverrà un ricordo, e ancora non riesco a crederci.
Mi guardo intorno e so che tutto questo mi mancherà da morire, e che il distacco sarà duro.
E non importa se ci sono stati anche momenti bruttissimi qui dentro, non importa se le cose non vanno affatto come vorrei ?io qui dentro ci sono cresciuta.
Ma adesso non è più posto per me.
E mi fa rabbia.
Da morire.
Perché nulla vale il lavoro che ho fatto, nulla vale l?esperienza che ho maturato e la considerazione che chiunque abbia lavorato con me ha un bel ricordo della nostra collaborazione.
Ci sono altre logiche, altre forze che spingono.
E io ci resto stritolata in mezzo, perché non ho mai voluto scendere a compromessi, perché nel mio lavoro ho sempre voluto che contassi solo io e non chi mi rappresenta.
Stupida forse, ma con orgoglio.
Lo stesso orgoglio che mi sta portando via da qui mi spinge comunque a pensare che, evidentemente, non doveva essere questo il mio posto, e che per ogni cosa c?è una ragione ben precisa, anche se ora non la vedo affatto.
Sarà dura andare via da qui, ma voglio pensare che per me c?è un altro posto, da qualche parte, dove potermi esprimere al meglio.
In fondo non voglio chissà cosa?non sono smodatamente ambiziosa.
Voglio solo vivere bene, in pace, senza né vivere per lavorare né lavorare per vivere.
Sono forse una sognatrice? Voglio cose impossibili?
Forse dati i tempi i miei desideri sono controtendenza?ma è questo quello che voglio?una vita tranquilla, una famiglia normale, dei figli da crescere?svegliarmi la mattina senza angosce?godermi i fine settimana con la persona che amo?niente di strano in fondo?credo. Spero.
Certo che gli uomini sono strani?.
Ci sono meccanismi psicologici che, nonostante i tipi complicati che ho incontrato in vita mia, ancora non riesco a comprendere.
Bene, per mesi e mesi nell?ultimo anno e mezzo con il mio ex ci siamo fatti tutto il male possibile?io non riuscivo ad arrendermi all?idea di un fallimento, e lui non riusciva ad abbandonare l?idea che fosse tanto comodo e sicuro avermi vicina.
Ma entrambi sapevamo benissimo, per quanto doloroso fosse, che nonostante il legame tra di noi fosse ancora presente, non potevamo più stare insieme.
Vite diverse, esigenze incompatibili, caratteri che fanno scintille?sono cose che, una volta che sei cresciuto e smetti di credere alle favole, sono capaci di rovinarti la vita, nonostante tutta la buona volontà.
E io di buona volontà ce ne avevo messa?perché si sa, in fondo sono sempre più le donne a scendere a compromessi, a cercare una soluzione?
Bene, ingoio il rospo, mi rendo conto con enormi sofferenze (e dopo innumerevoli tentativi, dolorosissimi, di salvare il salvabile) che ormai non c?è nulla da fare, e cerco di riprendermi, di rifarmi una vita.
Ci impiego più di un anno a ritrovare uno straccio di equilibrio?non credevo che la fine della nostra storia mi avesse tanto destabilizzato.
Invece ero un rottame, emotivamente e fisicamente.
Ma alla fine ne vengo fuori, e adesso ho trovato lui, e non voglio perderlo, perché mi rende felice.
Appena quindi si affaccia uno spiraglio di felicità sulla mia esistenza, lui ricompare.
Mi chiama. Mi richiama.
Dai, usciamo insieme. In fondo sei stata mia per così tanto tempo?cosa c?è di male se ci vediamo??? Una birra, un bicchiere di vino, due chiacchere. Ma perché?
Ma dico, sarà normale?
E? cosi scontato il senso della possesso in uomo?
Dopo che per mesi mi hai detto che non potevi più stare con me perché ero troppo cambiata adesso che ho un?altra persona vicina cambi idea? E come mai? Io sono sempre la stessa?cosa è cambiato quindi?
Niente, non è cambiato niente.
La gelosia è sempre la stessa, la voglia di esercitare un controllo sulla mia vita pure.
Sono stata tua, e pensi che debba esserlo per sempre.
E non è vero che ti accorgi dell?importanza di una cosa quando la perdi?è solo che non ti va giù che io sia felice, senza di te.
Ma io ci ho provato ad essere felice con te?ci ho provato.
Adesso basta.
Si volta pagina.

Ancora una volta non ho saputo resistere?
Eppure? eppure dopo il pranzo di oggi avrei dovuto contenermi?ma non ce la faccio.
Non con lei?non con la cassata fatta dalle magiche mani della mia mamma!
Ci sono cose alle quali non riesco a rinunciare?cose a cui non so dire di no?
A parte il fatto che togliere alla Pasqua il piacere del sapore della cassata sarebbe come vivere un natale senza albero?
Si, lo so, non è certo questo il senso delle feste?ma in ogni cosa c?è un lato sacro e un lato profano!!! E cosa può essere più splendidamente profano di una ricca cassata alla ricotta?
La cassata non è un dolce?è una poesia, uno spettacolo. ..e in quanto tale ha i suoi segreti, i suoi passaggi irrinunciabili.
Si parte con la creazione del pan di spagna, che ha una ricetta particolare, perchè deve essere spumoso, leggero e morbido al punto tale da fondersi ben bene con la ricotta?
E poi la crema di ricotta?morbida, delicata, passata al setaccio così da essere sul palato setosa e irresistibile?mescolata con gocce di cioccolato amaro e zucchero quanto basta.
La mia mamma ricopre la cassata sempre con la ricotta, anche se la tradizione la vorrebbe ricoperta con la glassa di zucchero?ma troppa dolcezza è eccessiva, anche perché sopra la cassata va amorevolmente e artisticamente riposta la frutta candita, che dolcissima lo è di per sé?
Insomma, prima saranno gli occhi a riempirsi di questa visione soave,e poi sarà il palato a godere delle sensazioni uniche che solo la cassata sa regalare.
La cassata è un pezzo di storia, è un retaggio arabo che fortunatamente è rimasto radicato nella nostra tradizione siciliana?è un patrimonio irrinunciabile a cui ogni conterraneo che si rispetti non riesce a rinunciare, tant?è che fioriscono le aziende sicule che spediscono cassate fresche ai compaesani sparsi in giro per l?italia e per il mondo.
Ora che ci penso sono sinceramente e vivamente dispiaciuta per tutti coloro che non hanno provato in vita loro un tale piacere gustativo?non sanno ciò che si perdono!!!!!!!!!!!
Neanche due settimane, eppure ormai mi sembra quasi normale averti accanto, come se fosse sempre stato così?.
Oggi pomeriggio, tu e io in riva al mare?profumo di salsedine e un tramonto da togliere il fiato.
Facciamo progetti?un fine settimana fuori, un viaggetto?e quest?estate.
Tu e io, insieme.
Mi stringi come non avrei creduto fossi capace. Mi hanno sempre detto che sono troppo affettuosa, ma fortunatamente sei troppo affettuoso anche tu!
E poi, poi ogni tanto mi sorprendi.
Ci sono certi gesti che hai?come fossi timido, impacciato, come non sapessi bene come comportarti con me. Certi imbarazzi che mi fanno una tenerezza infinita?
E poi, poi dici cose che mi lasciano a bocca aperta. Parli come se sapessi già che staremo insieme per sempre, mi guardi come se fossi unica ed irripetibile, e mi stringi come se avessi paura che stia per svanire.
All?improvviso oggi mentre parlavi hai detto di amarmi, e hai continuato il tuo discorso come se niente fosse, come se non avessi detto nulla di importante.
Il mio cuore si è fermato.
Tu dici di amarmi.
Mi sono spaventata a morte.
O mio dio?
E adesso?
Cosa faccio? Cosa dico?
Riuscirò a farti capire che sono felice di quello che provi per me, ma che io ho bisogno di tempo?
Riuscirò a spiegarti, senza ferirti, che le mie bruciature sono ancora troppo doloranti per riuscire a lasciarmi andare con te al punto di riuscire a provare ancora amore?
Ma come è possibile? Come puoi pensare di amarmi dopo così poco tempo?
Sono io che sono troppo terrorizzata o tu che la prendi troppo alla leggera?
Forse non posso giudicare?forse ognuno di noi ha i suoi tempi, forse tu hai aperto in te un argine che io ancora non riesco a spalancare?e questo mi fa male.
Sto bene con te come non potevo neanche immaginare, sono felice.
Eppure, eppure sono frenata, spaventata.
Non voglio.
Non voglio che il male che mi fatto lui riesca a rovinare quello che sta nascendo tra di noi.
Non voglio farti soffrire i suoi errori, non te lo meriti.
E non me lo merito neanche io.

Il mio pensiero vaga?su di noi, su di lui, su quello che ci aspetta.
Lo so, non dovrei?ancora non so gran chè di lui?sono passati solo pochi giorni.
Ma in queste ancor poche ore siamo stati benissimo?abbiamo riso, abbiamo parlato, abbiamo tentato di superare la timidezza iniziale raccontandoci a vicenda le nostre vite.
Ci siamo guardati negli occhi, ci siamo stretti forte, abbiamo sentito il nostro calore, e la meravigliosa sensazione di stare abbracciati per ore, così?senza un obiettivo, senza fretta?solo per sentirci vicini.
Lo so che è solo l?inizio, e che non vuol dire nulla?i primi tempi sono sempre belli.
Ma c?è qualcos?altro?a volte è come se non ci fosse bisogno di parole. A volte dico delle frasi che termina lui per me?come avrei fatto io, e abbiamo tanti pensieri, tanti desideri in comune.
Mi ispira sicurezza, mi fa stare bene.
E quindi?quindi la mia mente vaga, e spera.
Spera che sia lui quello giusto, quello con cui star bene in ogni possibile frangente, senza misteri, senza bugie, senza nascondersi. Quello con cui ridere, sognare, arrabbiarsi, viaggiare, crescere, costruire.
Lo so che sto andando un po? oltre?lo so che dovrei dare tempo al tempo, ma sto solo sognando, e ai sogni non puoi porre limiti.
La verità è che il mio vissuto mi ha segnato, e certe carenze me le porterò dietro per sempre?
Il mio infinito bisogno di una famiglia che non c?è mai stata?.la necessità dolorosa di una stabilità inesistente, il desiderio di avere qualcuno a cui appoggiarti nei momenti difficili?la tristezza della solitudine nei giorni di festa?sono tutte cose che mi condizionano oggi e lo faranno anche domani, cose che mi portano a desiderare con tutta me stessa di creare intorno a me un ambiente sereno, accogliente, amorevole?e se mai un giorno avessi dei figli vorrei riuscire a farli rimanere bambini per il tempo necessario a farli sognare, e non vederli crescere troppo in fretta spinti dalla crudeltà degli eventi.
Spero che, nel tempo che ci vorrà a realizzare i miei sogni lui sia lì, accanto a me.